T-FARM TRAILER

 

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Sommario del progetto

Con il progetto “T-Farm Trailer” l’Associazione KAIROS – volontari per l’empowerment territoriale – intende promuovere attività di promozione e di marketing territoriale per iniziative imprenditoriali giovanili che manifestano insite caratteristiche di successo.

L’Associazione individuerà alcune imprese imprenditoriali di iniziativa giovanile attivate sul territorio provinciale, che si stanno distinguendo nel loro ambito per innovazione e per risultati.

Kairos si occuperà di analizzare i modelli di business delle imprese selezionate, producendo documentazione illustrativa dell’esperienza imprenditoriale dei giovani coinvolti, che sia facilmente fruibile dalla maggioranza della popolazione.

La documentazione sarà redatta sotto forma di manifesti di dimensione 200 x 140 cm, che riporteranno:

  • Nome dell’iniziativa imprenditoriale e dei protagonisti
  • Immagine rappresentativa dell’impresa
  • Business model canvas (modalità grafica di rappresentazione di modelli di business, proposta da Alexander Osterwalder in Creare Modelli di Business)

Saranno quindi realizzati eventi ad hoc presso sedi emblematiche del territorio cremonese durante i quali verrà data visibilità alle imprese giovanili, presentando pubblicamente i materiali illustrativi prodotti.

Dopo ciascun incontro i manifesti saranno affissi in alcune vetrine dei negozi del centro storico di Cremona attualmente sfitte e inutilizzate.

Gli incontri pubblici prevedranno inoltre la diffusione di best practice del territorio nazionale rappresentative di idee imprenditoriali di successo. Tale contenuto permetterà di proporre al territorio innovazione e di mettere a confronto la realtà cremonese con altri contesti territoriali.

Ciascuno degli incontri vedrà la partecipazione di un esperto di settore di livello accademico, che interverrà su tematiche legate all’innovazione imprenditoriale.

Si proporrà di moderare gli eventi ai direttori dei portali on-line del territorio cremonese.

Il progetto prevede la realizzazione di tre incontri pubblici.

 

Contesto sociale e territoriale

Il sistema locale cremonese, sotto il profilo economico, è caratterizzato da:

  • la sofferenza per la questione demografica;
  • la disoccupazione giovanile;
  • una popolazione imprenditoriale segnata da nanismo e da una tendenziale riduzione numerica;
  • un’ancora insufficiente partecipazione attiva alle dinamiche internazionali.

La questione demografica segna la dinamica economica della città di Cremona. I dati confermano che viviamo in un territorio in cui da molto tempo lo sviluppo demografico rappresenta un blocco alla crescita e al cambiamento, dentro tendenziali e progressive riduzioni della forza lavoro e dei consumi. Se ne deve tenere conto per capire i trend economici futuri della città. Attualmente la popolazione residente in città è di 72.179 persone, ma nel 1981 eravamo in 81.164 (Annuario statistico del Comune di Cremona, 31 Dicembre 2011).

Il saldo negativo dei residenti sarebbe ben superiore se non fosse per i 9.713 cittadini stranieri oggi presenti in città (15% della popolazione residente). Il numero dei soli italiani residenti è sceso nel 2011 a 62.466, cioè circa 19.000 in meno in poco più di 30 anni. Cremona è una città sempre più vecchia: ci sono circa 2 nonni per ogni bambino e più di 1 bisnonno ogni 2 bambini.

Per 166 residenti cremonesi che escono dall’età lavorativa, solo 100 la raggiungono (in Lombardia e in Italia sono, rispettivamente, 140,5 e 124,3). Avere meno giovani significa avere meno persone attive, capaci di produrre reddito da lavoro per il resto della popolazione residente. L’età media dei residenti in città è di 46,3 anni (in Lombardia e in Italia è 43,7), mentre quella dei soli stranieri è di 29,8: è solo grazie alla più giovane età di chi è arrivato dall’estero che il dato cremonese complessivo non raggiunge livelli ancora più alti.

Inoltre tanti giovani cremonesi, formati secondo profili professionali o con competenze non in linea con le richieste del sistema produttivo locale, si vedono spesso costretti a cercare lavoro a Milano, come pendolari, o ad abbandonare definitivamente la città, a volte emigrando all’estero.

Tra il 2007 e il 2011 la partecipazione al mercato del lavoro dei cremonesi (dato provinciale) è diminuita: il tasso di attività è sceso dal 70,3% al 67,4% della popolazione di riferimento (dati Istat). Nel 2011 Cremona cessa di detenere il record negativo per tasso di disoccupazione giovanile a livello regionale che aveva fatto segnare nel 2010. Tuttavia, confrontando l’andamento del tasso di disoccupazione relativo ai soli 15-29enni con quello riguardante l’intera fascia 15-64 anni, non vi è dubbio che siano stati proprio i primi a pagare il prezzo più alto della crisi economica globale.

Nei Centri per l’impiego della città di Cremona al 31/12/2011 risultano iscritti 10.122 utenti in stato di disoccupazione (4.228 maschi e 5.894 femmine). Erano solo 6.834 a fine 2007, prima della crisi, e addirittura 6.033 dieci anni fa (2003). La crisi del 2008 sembrerebbe dunque aver generato circa 3.300 disoccupati in più nella sola città.

Alla fine del 2012 le imprese attive in provincia di Cremona sono 27.942: di queste, 5.740 risultano essere attive nel comune di Cremona, dando lavoro complessivamente a 19.738 persone. I quattro settori economici maggiormente rappresentati in città, che generano il 60% dei posti di lavoro, sono: le attività manifatturiere (530 imprese per 4.619 addetti), il commercio (1.471 imprese, 3.459 addetti), le costruzioni (1.139 imprese per 2.055 addetti) e i servizi di alloggio e ristorazione (438 imprese, 1.688 addetti). Il 95,3% di esse, però, è costituito da micro imprese (da 0 a 9 addetti); le piccole imprese (10-49 addetti) rappresentano il 3,9%, le medie (50-249 addetti) lo 0,7% e quelle con più di 250 addetti solo lo 0,1%.

Le dimensioni medie delle imprese a Cremona sono notevolmente inferiori rispetto a quelle delle già piccole imprese italiane e lombarde. Quanto alla forma giuridica, prevalgono nettamente le imprese individuali (55,3%) e le società di persone (20,9%). Le società di capitale (cui corrisponde la forma più strutturata di attività economica, in genere maggiormente generatrice di crescita e posti di lavoro) sono solo il 20,1%, sebbene poi siano quelle che occupano la fetta più importante di addetti (43,8%). La popolazione imprenditoriale del comune di Cremona appare dunque particolarmente affetta da nanismo.

Oltre ad essere strutturalmente piccole, le imprese della città negli ultimi tre anni sono anche diminuite per colpa della crisi. Lo stock di 5.740 imprese cittadine (2011) è stato esposto negli ultimi due anni a una dinamica sostanzialmente negativa: il saldo tra aziende iscritte e cessate è infatti positivo (+68 nel 2010, +4 nel 2011) solo grazie all’iscrizione presso il Registro delle imprese di una quantità leggermente superiore di lavoratori autonomi con partita IVA, rispetto al numero delle aziende più strutturate che hanno chiuso i battenti.

Infine, le imprese cremonesi (e la sua economia) sono ancora poco internazionalizzate. Nel 2011 il 78,1% del valore dei beni esportati dalla provincia di Cremona (per un controvalore di circa 2,53 miliardi di euro) è andato in Paesi dell’UE27, mentre l’incidenza delle esportazioni cremonesi verso i Paesi a elevato potenziale di sviluppo rimane molto contenuta (USA = 2,2%; Russia = 1,7%; Brasile = 0,8%; India = 0,5%; Cina = 0,4%, Vietnam = 0,1%).

 

Obiettivi

  • Promuovere il protagonismo e l’intrapresa giovanile;
  • Generare empowerment territoriale con particolare riferimento alla promozione della ripresa dell’attività economica;
  • Migliorare la percezione dei cittadini rispetto alla fase congiunturale che il paese sta attraversando, generando sentimenti di fiducia nelle risorse territoriali e di riscatto per il futuro;

 

Strategie

Nel pieno di una grande trasformazione, gli innovatori intravedono possibilità inesplorate. Quando è data loro l’occasione di concretizzare una visione, di investire le loro migliori energie, di partire dalla conoscenza e dalle tecniche più recenti per intercettare e soddisfare i bisogni emergenti, aprono un’impresa e generano sviluppo. Un territorio può essere più o meno ospitale per questi innovatori. Se non lo è abbastanza, l’innovazione si sviluppa altrove. E i territori inospitali si impoveriscono.

L’innovazione va alimentata continuamente. Per definizione, non la si conquista mai una volta per tutte. Oggi Cremona può scegliere di farla nuovamente sua. Può scegliere di muoversi e competere nel nuovo scenario che la crisi globale sta aprendo. Cremona deve tornare a sostenere l’iniziativa e la creatività dei suoi cittadini e dei suoi talenti.

La strategia progettuale prevede di proporre Cremona come territorio ospitale per i propri giovani. Perché possano credere che non tutto è perduto. Che non sono solo destinati ad elemosinare un’opportunità, o a cercarla all’estero. Che oltre che cercarlo, oggi, c’è un altro modo per avere un lavoro, ed è crearlo. Inventarlo. Per sé e per gli altri.

Perché usando le loro competenze per trasformare un’idea in un progetto, e un progetto in una nuova impresa, non contribuiscano solo a produrre ricchezza, a generare crescita, a creare occupazione – ma dimostrino che l’apprensione verso il nuovo che ciascuno di noi ha si può vincere con una prospettiva di futuro condivisa. Che le pazzie le fanno i singoli, mentre i gruppi, le comunità, le generazioni – quando si muovono insieme – diventano pionieri, producono intraprese.

Chi decide di fondare una nuova impresa innovativa non ha paura. Non ha più paura. Perché ha capito che il vero rischio che sta correndo oggi non è quello di sbagliare, facendo, ma quello di non imparare, non riuscendo a fare niente. Sa che il vero rischio è quello di non avere modo di mettersi alla prova.

Per un territorio come il nostro, ancora troppo lento e dove la mobilità sociale è minima, l’innovazione può essere la nuova chiave per l’emancipazione di tutti coloro che sono pronti a mettersi in gioco. Abbiamo l’occasione di sostenere l’intrapresa dei giovani e dare loro la possibilità di diventare esploratori. Modelli di riferimento. Dal momento che tutto questo può farlo, non ci sono scuse. Cremona deve farlo!